Andare alla scoperta del capoluogo siciliano è cosa assai piacevole. Le sue bellezze architettoniche, i suoi vicoli storici, le sue tradizioni e prelibatezze gastronomiche, fanno di questa città un tesoro del turismo italiano. Non basterebbe una guida per decantare il fascino di Palermo, ma il nostro itinerario odierno si snoderà piuttosto tra le vie dei mercati, un susseguirsi di odori, colori, rumori e folklore. Un angolo tutto da scoprire che si collega alla perfezione con la storia e la cultura di questa città, che ha affascinato popoli di ogni epoca.
I veri gioielli sono i mercati storici, ma ce ne sono anche di più moderni in cui vale la pena fare un giro. Si trovano per lo più in stretti viottoli e colpiscono per il ritmo frenetico che qui si respira. Ci troveremo tra venditori che cercano di richiamare l’attenzione sulle proprie merci, il gran vociferare delle tante persone che camminano tra le bancarelle e la vendita di prodotti tradizionali e non. Iniziamo dal più famoso e antico, il mercato di Vucciria. Un tempo rinomato le sue eccellenti carni, con il tempo la varietà di prodotti in vendita è aumentata. Oggi è possibile trovare anche altri generi alimentari. costruito originariamente come un mercato al chiuso ha perso la sua struttura primaria. Siamo nel centro storico di Palermo, precisamente tra Via Roma e Corso Vittorio Emanuele. Altro mercato storico è quello di Ballarò, dove si possono trovare generi alimentari di ogni tipo, anche già pronti. Sorge nel quartiere Alberghiera e deve il suo nome al villaggio Bahlara, da cui provenivano i mercanti che diedero i natali al mercato. Se, invece, oltre ad un’allegra passeggiata avete voglia di assaporare qualcosa di tipico, il consiglio è di andare al mercato del Capo nell’omonimo quartiere. Qui si vende lo sfincione, tipica focaccia a base di pane pizza con pomodoro, formaggio e cipolla. La si può gustare anche in alcuni ristoranti e pizzerie, ma mangiarla tra le vie del centro, tra una bancarella e l’altra, le dona un sapore che va al di là degli ingredienti. Tra la zona del porto e Politeama si trova il mercato di Borgo Vecchio, dove si fanno ottimi affari di frutta e verdura. È aperto anche nelle ore notturne e non è raro trovare giovani che qui si ritrovano prima di una serata tra amici. Se la dominazione spagnola rese Palermo terra di spezie, la maggior parte delle quali erano vendute presso la zona Kalsa, nel mercato Lattarini il cui nome deriva proprio dalla terminologia Suq el attarin, che significa, appunto, Mercato delle spezie. Non è molto grande, quindi girarlo non sarà faticoso e le merci vendite sono molto più varie rispetto al passato. Come dicevamo, oltre a mercati storici e per lo più di origine araba, ce ne sono altri pure interessanti. Se, ad esempio, dopo la visita alla splendida cattedrale di Palermo avete ancora energia da spendere sappiate che non distante c’è il mercato delle pulci, meta che alcuni turisti potranno trovare degna di visita anche solo per curiosità.
Questo percorso attraverso i mercati permetterà di vivere la città di Palermo in ogni sua sfumatura, perché un viaggio è fatto di quelle sensazioni uniche che ogni posto, a modo suo, lascia in ognuno di noi.
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